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a proposito, 27 anni fa…

A proposito di deserto…

correva l’anno 1998, un muretto qualsiasi nella fatiscente cittadina di Dakhla, ai confini con la Mauritania, Sahara occidentale. Qua immortalati i tre moschettieri, da sinistra: il Pellico (28), Nico (31) e Ale (22); in primo piano troviamo la motocicletta da strada di Steve, temporaneo compagno di viaggio inglese che ci scattò la foto, e alle nostre spalle… beh… dietro di noi il mitico Westfalia Volkswagen (e il muretto).

Dipinto da me (come la mia prima macchina, l’altrettanto leggendaria 2CV), questo furgone fu riorganizzato come camper; lavorammo un buon mesetto per renderlo capace di farci dormire, mangiare e viaggiare in relativa comodità. Nel pitturarlo immaginai una gigantesca lucertola bianca (colore che avrebbe protetto dai raggi solari del deserto) che si avvinghiava dall’alto al nostro mezzo. Ne dipinsi il muso stilizzato sul davanti, utilizzando i due fanali circolari come occhi, poi su ciascun lato le zampe che arrivavano ad altezza ruote e, sul retro, un piccolo codino. Tutto ciò lo rese, ovviamente, ancora più unico, ancora più nostro. Con un pò di attenzione, sopra la parte posteriore del tettuccio, potete notare un cassone bianco che quasi scompare alla vista, inglobato dallo sfondo e dalla qualità antidiluviana della foto stessa. Quel cassone conteneva cinque taniche da 25 litri ciascuna, collegate con il sistema dei vasi comunicanti: tre permettevano di avere 75 litri di benzina e le altre due fornivano 50 litri di acqua potabile; all’esterno della struttura erano installati i due rubinetti per avere ciò che ci sarebbe servito. Servito per cosa?

Per il nostro viaggio, l’attraversamento del Sahara da nord a sud, dal Marocco fino al Senegal passando per la tenutissima e stressante Mauritania. Era un’altra epoca, niente internet o collegamenti satellitari; solo la Lonely Planet, la bibbia del viaggiatore, poteva darci un’idea di cosa avremmo affrontato. Era il primo viaggio intercontinentale per me e non sapevo assolutamente cosa sarebbe successo. Fino a quel punto sapevo solo che dovevamo avere della benzina e dell’acqua di riserva con noi, se non volevamo fare la fine di tre piantine seccate al sole del deserto.

Come andò? Lo volete sapere anche voi? Eventualmente c’è un modo… si chiama “Attitudine Inversa“. Aku invisibilecomeunraggiodiluce

n.d.r. Per non fare ingelosire lo spirito della mia amatissima 2CV (1996-2002), pubblico anche la sua unica foto che mi è rimasta.

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