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Così è, se vi pare.

Non c’è torto più grande agli occhi di una persona che avere ragione, prima di lei, su qualcosa che la riguarda.

Avere una parte di verità su di lei, ma prima di lei. Paura! Scatena odio e rigetto.
Ecco una delle falle (e follie) principali dell’essere umano, perché questa situazione attiva i meccanismi difensivi della propria identità, quelli inconsci, quelli più forti e profondi: negazione, proiezione e conflitto.

Al contrario, in questa particolare dimensione “critica” si troverebbe una delle chiavi fondamentali per focalizzare la nostra identità nel mondo, nel rapporto tra pensiero e realtà. Entrambe queste dimensioni hanno diritto di esistere e dovrebbero essere il più possibile coincidenti, accordate nello stesso senso percettivo.
Purtroppo non è così: ogni essere umano è quasi sempre e quasi solo uno sputa sentenze; apre la bocca per valutare l’esterno (quando va bene, altrimenti il verbo giusto diventa “giudicare”) ma chiude le orecchie al feedback di ritorno verso il proprio interno, l’io.

Succede quindi che “chi consiglia e si fa consigliare”, “chi apre e si fa aprire”… rimane affogato in un mare di confusione e sfiducia altrui.

Quale credibilità ha, per farsi capire, una voce sana che parla la stessa lingua del malvagio? Quale altra lingua esiste tra gli uomini se non quella che essi parlano?
Come si può riconoscere una verità mescolata a miliardi di bugie?

Non si può, non più, non in questa epoca storica.
Troppo di tutto diventa tutto di niente.

Se non c’è volontà, ora, è impossibile.
La verità non emerge mai da sola.
La verità costa più di ogni altra cosa al mondo…costa la propria vita.

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F.C.D. Farmer Conceptual Design

Questa è una mordicchia da vacca, una morsa portatile per “stringere” e costringere animali al movimento. Retaggio di una realtà per noi difficile da capire, molto.

Immaginate di fare un salto all’indietro nel 1700, nel 1800 o inizio del ‘900 (per non dire prima!)… immaginate di essere al mercato del bestiame e di voler comprare una mucca, un vitello o addirittura un toro.

Fase ansiogena di contrattazione del prezzo, stretta di mano e… affare fatto!

Bene, avete la mucca. Purtroppo non ha ancora l’anello al naso… ovviamente siete dei poveri contadini che vivono in mezzo alla palude o nei campi scoscesi sui saliscendi di un colle, avete investito tutti i vostri miseri risparmi di una vita per prendervi questa benedetta vacca e, finalmente, un barlume di speranza per far sopravvivere vostra moglie e i vostri figli luccica davanti ai vostri occhi. Naturalmente siete arrivati a piedi al mercato, partendo all’alba e facendo diversi chilometri lungo sentieri sterrati e poco noti e, ora, senza più altri risparmi da parte… come lo portate a casa il vostro prezioso tesoro???

A spinta?

In spalla?

Chiedendole per favore di interessarsi a questa transazione che porta l’animale stesso sotto il controllo di un nuovo “responsabile”?

Con l’ipnosi regressiva? Trasformandosi improvvisamente in uno sciamano dotato di poteri occulti?

Ecco… se si voleva davvero essere sicuri di poter portarsi a casa quell’animale, senza perderlo per strada, senza metterci una settimana dormendo all’addiaccio con lui e indirizzandolo a casa a forza di calci in culo… ecco!

Questo era lo strumento giusto per il contadino di gusto: il mordicchio da vacca. Minima spesa e massima resa, in affitto anche per pochi talleri o bagattini.

Io me la sono immaginata dopo una giornata di duro lavoro: una mordicchia che, dopo essersi infilata nelle narici umidicce di una mucca per guidarla dove serviva, si prende il suo tempo e si riposa, fiera del lavoro svolto.

Si sdraia su un prato assolato e si rilassa, aspettando di essere infilata nel prossimo naso.

n.d.r. qua sotto le foto originali dell’oggetto in questione e, ovviamente, l’autore si astiene profondamente dal voler esprimere una sua posizione su quanto possa essere coercitivo forzare, comunque attraverso il dolore, un altro essere vivente. Anzi…vi dico cosa ne penso: dovremmo essere capaci di parlarci, con le mucche, e andarci mano nella coda, a casa! Forse non c’è mai stato tempo, voglia, interesse nel farlo; ai posteri l’ardua sentenza. Magari le A.I. comunicheranno direttamente con gli animali. MAGARI!

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In cosa credi?

Se vivrete per qualcosa di superiore a voi, per qualcosa oltre voi stessi…

…se capirete che una parte dell’identità di ogni essere si trova nel dare, non solo nel ricevere…e che in quel “dare” risiede il Divino, indipendentemente da religione, etnia o cultura a cui si appartiene… allora verrete protetti da ciò che pensate sia Vero.

Perché sentirete oltre il vostro ego. Finalmente avrete trovato qualcosa di più grande, più importante in cui Credere. Si apriranno le porte dell’Eterno e dell’Infinito.

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Stacchiamo un pò: indovinello

Ho inventato un indovinello, semplice ma bello.

Non l’avevo mai sentito, gli ho dato forma da solo mentre pensavo a cose mie…
ovviamente tra qualche tempo la riposta a questo giochetto non la conoscerà più nessuno.
I tempi cambiano e, prima che scompaia del tutto, lo lascio a chi gli piace.

Sai qual’è il gruppo musicale preferito di un architetto?


……

………

……………….

The Doors.

… e se volete, rifatevi le orecchie con un gran bel pezzo.

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Ce l’hanno fatta! Europa s.p.a.

Ce l’hanno fatta, ci sono riusciti!!!

Europa s.p.a. (s.ocietà p.er a.rmi)

Sono riusciti a trasformarla definitivamente nella multinazionale che volevano. Un vero “affare”, no?

E’ finita la pacchia, anche qua torniamo alla legge del più “forte”??? (o tonto?).

Contando il mare di nuove tecnologie e l’I.A. e i Robot e le S.U. (Stronzate Ultrasoniche, quelle non mancano mai)…maaaaa… secondo voi non serviva una bella scusa per poter spendere un sacco di nostri soldi in produzione di cose che non verranno veramente usate (sono un deterrente, giusto?) e di cui nessuno avrà mai beneficio?

Oplà, il gioco è fatto. Magia (nera).

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Pipì e popò? No no: “Sisì”!

Proiezioni & Possesso: P.P.

Queste due modalità, di gran lunga le più adottate nelle relazioni umane, possono essere abbreviate come si vuole, leggerle come pipì o popò, tanto… piscio e merda restano.

Il caldo tepore della felicità può nascere solo da un ambiente dove queste due componenti vengono escluse o, almeno, accuratamente controllate; la vera felicità non si compra, mai. Essa nasce da un’affermazione sonora molto più positiva e potente: “Sisì!“. Salute e Serenità (S.S.) sono le fondamenta su cui costruire una realtà altrettanto sana e serena.

Lascio un mio personale consiglio: “La quantità copre, mentre la Qualità realizza”.

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Tre passi in tre dimensioni.

Partendo da qui,

passo di qua…

…e arrivo lì; claro que si.

Ovviamente bisogna rotolare, rotolare come sfere adattandosi alle inclinazioni, le asperità e le naturali irregolarità che la Vita ci offre, sulla pista delle biglie del nostro Destino. Spesso la parte che fa più male non è rotolare come palline, piuttosto è quando ci si scontra con le bocce vuote che non sanno minimamente dove andare. Oltretutto noi non siamo palle, non siamo realmente tondi: né fuori, né dentro (purtroppo). Quando proviamo a rotolare… assomigliamo più a degli armadilli ubriachi.

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I.A. genera D.N.

Non so se sia abbastanza chiaro ma… l’intelligenza artificiale genererà la “deficienza naturale”.

Siamo all’alba di una nuova specie umana basata sulla “deficienza” (deficere = mancare di).

Alle persone non verrà più chiesto di ragionare su sistemi complessi, su intrecci situazionali e relazionali dove, appunto, il calcolo algoritmico in codice binario avrà la meglio.

Questa modalità non altera troppo il funzionamento del pensiero di chi è già su questa terra da qualche tempo ma, chi arriverà dopo di noi, si troverà servita ,su un piatto d’argento, la sua dose personale di “intelligenza” virtuale, con cui organizzare i tempi e le scelte della sua vita. Si provocherà uno spegnimento graduale del pensiero logico, organizzativo e procedurale, quindi si avrà la mancata creazione di connessioni neurali e, a cascata, l’atrofizzazione di alcune zone cerebrali. Avrà una ripercussione non solo culturale ma anche biologica e genetica.

Pian piano saranno i calcoli algebrici a dirci non solo “come” prenotare una vacanza, bensì a consigliarci “dove“, “quando” e “come” andarci. Già ora le applicazioni sulla salute ci consigliano cosa mangiare, quando bere e i momenti per bruciare più grassi e calorie. Passo passo, nel giro di qualche generazione, gli esseri umani perderanno gran parte delle loro capacità decisionali e, in quel momento, il nostro fallimento come specie, al di là della nostra capacità di sopravvivenza corporea, sarà finalmente evidente.

Non saremo più “persone”, non ci sarà niente di “personale” in noi.

Abbiamo sempre nascosto la nostra paura di vivere e, ora, deleghiamo l’Anima agli elettroni. Ci siamo fulminati il cervello, completamente.

Attitudine inversa Aku_invisibilecomeunraggiodiluce

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Ti muovi?

Sto facendo i primi passi lungo una stradina stretta e sterrata. Mi conduce all’ingresso di un bosco che non ho ancora esplorato. Per camminare su questo nuovo e nebuloso sentiero prendo con me quello che ho, quello che so fare e quello che sono… non ho tanto altro. Avrei sempre voluto qualcuno al mio fianco, qualcuno che fosse contento di me e di credere nelle mie capacità, tanto quanto io ero felice di focalizzarmi (anche) sulle sue, di incoraggiare e coltivare la sua serenità. Questa volta però ho capito che, prima di muovere i miei passi verso l’entrata di questo fitto boschetto, in cui la luce penetra a sprazzi, è meglio se non guardo al mio fianco; non ci troverei nessuno. Passeranno altri viandanti, altre figure con cui forse condividere un pasto, una parte del viaggio (dove tutto è ancora da scoprire, nel bene e, soprattutto, nel male) e un fuoco all’addiaccio sotto la pioggia che filtra tra i rami. A parte questi brevi momenti… questo è e sarà il mio bosco, nessuno verrà a proteggermi. Non ci credo più, ho imparato a non credere a tutto. Cosa mi accadrà è relativamente importante per me, gli obbiettivi sono utili solo se vissuti in un percorso sereno. Il viaggio è importante tanto quanto la meta… se arrivi imbruttito da mille inutili scontri, non troverai altro che nuove battaglie ad attenderti. Mi porto alcuni talismani con me, oggetti su cui ho riposto e proiettato parte della mia energia. Tra poco scomparirò, tra gli arbusti e le ombre del mondo racchiuso tra il fruscio dei rami soffiati dal vento. La Vita è fatta di simboli e proiezioni, finché non apriamo gli occhi e guardiamo davvero.

Porto con me: anello della triade (quello sulla boccetta per fare le pozioni magiche), bracciale della dualità (assemblato e saldato da me), cavigliera con pugnale che sconfigge l’ignoranza (ovviamente la mia e sempre montato da me), anello della realtà (quello dietro la boccetta) e anello dell’acqua dolce (quella che sta nel cielo, nei fiumi e dentro il nostro corpo). I due libri per quando, prima di addormentarmi, camminerò con la mente, mentre il corpo si sente stanco. Tre o quattro articoli su questo diario virtuale mentre preparo il mio zaino e poi mi incammino.

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Profezia che si avvera

Quale è stata la prima cosa che hai pensato sarebbe successa iniziando un percorso, un progetto, una nuova avventura? Come hai visualizzato che sarebbe andata a finire?

Attenzione! Cancella subito quella prima sentenza se non vuoi che diventi la pietra angolare del tuo dubbio o il macigno che che schiaccerà le tue certezze; il basamento su cui ergi il monumento alla tua impressione. La tua profezia si avvererà.

Solo stando nell’indefinito si può capire cosa serve e bisogna definire. Non lo dico io, non lo affermo in base a una mia idea… la negazione e i meccanismi di proiezione auto-riferiti sono le nostre difese più utilizzate.

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