L’essere umano non crea niente.
L’uomo trasforma la materia: dà suono al silenzio, forma allo spazio vuoto. Realizza ciò che è già esistente “in potenza”: all’interno del nulla si trova il tutto.
Ciò che noi facciamo è trasformare, visualizzare e materializzare oggetti concreti e oggetti concettuali, di pensiero.
Ad esempio il linguaggio, le lingue parlate nel mondo, sono solo alcune combinazioni tra gli infiniti linguaggi possibili da “scoprire” e poter usare, solo alcune tra le tante espressioni sonore condivise tra un gruppo di persone per poter descrivere la realtà e vivere in essa. Allo stesso modo una forma materica viene realizzata trovandola nel pieno di qualcosa da scavare, o nel vuoto di qualcosa da riempire. In tutto questo, però, la Creazione è un’altra cosa; fuori dal nostro controllo e potere.
Siamo canali, canali in cui fluisce la Forza della Creazione. Più il canale è limpido e più cose interessanti ci possono passare attraverso e, così, realizzarsi nello spazio e vivere nel tempo. Se ci si sposta da una visione egocentrica si può obbiettivamente ammettere come il nostro ruolo sia questo, non certo quello di essere i “creatori” di qualcosa, piuttosto “esploratori”, “ricercatori”, “scopritori” e “traduttori” della vita. Abbiamo la possibilità di godere del nostro viaggio, proprio andando alla ricerca dei meravigliosi tesori nascosti tra le magiche pieghe dell’esistenza, nelle infinte rappresentazioni della materia e dell’energia dell’invisibile, dando concretezza a ciò che era ancora celato ai nostri occhi.

n.d.r. lascio tre chicche, tre riferimenti di nicchia di mie illustri mentori; per chi volesse fare un giretto “dentro” qualcosa di interessante…
1 – Noam Chomsky e la sua visione sui rapporti tra suono, linguaggio e realtà.
2 – John Cage e la sua famosissima 4′ 33”
3 – René Magritte con la splendida “Ceci n’est pas une pipe” e il surrealismo della “rappresentazione” delle forme (ricordatevi che è belga, non francese).






