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I.A. genera D.N.

Non so se sia abbastanza chiaro ma… l’intelligenza artificiale genererà la “deficienza naturale”.

Siamo all’alba di una nuova specie umana basata sulla “deficienza” (deficere = mancare di).

Alle persone non verrà più chiesto di ragionare su sistemi complessi, su intrecci situazionali e relazionali dove, appunto, il calcolo algoritmico in codice binario avrà la meglio.

Questa modalità non altera troppo il funzionamento del pensiero di chi è già su questa terra da qualche tempo ma, chi arriverà dopo di noi, si troverà servita ,su un piatto d’argento, la sua dose personale di “intelligenza” virtuale, con cui organizzare i tempi e le scelte della sua vita. Si provocherà uno spegnimento graduale del pensiero logico, organizzativo e procedurale, quindi si avrà la mancata creazione di connessioni neurali e, a cascata, l’atrofizzazione di alcune zone cerebrali. Avrà una ripercussione non solo culturale ma anche biologica e genetica.

Pian piano saranno i calcoli algebrici a dirci non solo “come” prenotare una vacanza, bensì a consigliarci “dove“, “quando” e “come” andarci. Già ora le applicazioni sulla salute ci consigliano cosa mangiare, quando bere e i momenti per bruciare più grassi e calorie. Passo passo, nel giro di qualche generazione, gli esseri umani perderanno gran parte delle loro capacità decisionali e, in quel momento, il nostro fallimento come specie, al di là della nostra capacità di sopravvivenza corporea, sarà finalmente evidente.

Non saremo più “persone”, non ci sarà niente di “personale” in noi.

Abbiamo sempre nascosto la nostra paura di vivere e, ora, deleghiamo l’Anima agli elettroni. Ci siamo fulminati il cervello, completamente.

Attitudine inversa Aku_invisibilecomeunraggiodiluce

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Ti muovi?

Sto facendo i primi passi lungo una stradina stretta e sterrata. Mi conduce all’ingresso di un bosco che non ho ancora esplorato. Per camminare su questo nuovo e nebuloso sentiero prendo con me quello che ho, quello che so fare e quello che sono… non ho tanto altro. Avrei sempre voluto qualcuno al mio fianco, qualcuno che fosse contento di me e di credere nelle mie capacità, tanto quanto io ero felice di focalizzarmi (anche) sulle sue, di incoraggiare e coltivare la sua serenità. Questa volta però ho capito che, prima di muovere i miei passi verso l’entrata di questo fitto boschetto, in cui la luce penetra a sprazzi, è meglio se non guardo al mio fianco; non ci troverei nessuno. Passeranno altri viandanti, altre figure con cui forse condividere un pasto, una parte del viaggio (dove tutto è ancora da scoprire, nel bene e, soprattutto, nel male) e un fuoco all’addiaccio sotto la pioggia che filtra tra i rami. A parte questi brevi momenti… questo è e sarà il mio bosco, nessuno verrà a proteggermi. Non ci credo più, ho imparato a non credere a tutto. Cosa mi accadrà è relativamente importante per me, gli obbiettivi sono utili solo se vissuti in un percorso sereno. Il viaggio è importante tanto quanto la meta… se arrivi imbruttito da mille inutili scontri, non troverai altro che nuove battaglie ad attenderti. Mi porto alcuni talismani con me, oggetti su cui ho riposto e proiettato parte della mia energia. Tra poco scomparirò, tra gli arbusti e le ombre del mondo racchiuso tra il fruscio dei rami soffiati dal vento. La Vita è fatta di simboli e proiezioni, finché non apriamo gli occhi e guardiamo davvero.

Porto con me: anello della triade (quello sulla boccetta per fare le pozioni magiche), bracciale della dualità (assemblato e saldato da me), cavigliera con pugnale che sconfigge l’ignoranza (ovviamente la mia e sempre montato da me), anello della realtà (quello dietro la boccetta) e anello dell’acqua dolce (quella che sta nel cielo, nei fiumi e dentro il nostro corpo). I due libri per quando, prima di addormentarmi, camminerò con la mente, mentre il corpo si sente stanco. Tre o quattro articoli su questo diario virtuale mentre preparo il mio zaino e poi mi incammino.

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Profezia che si avvera

Quale è stata la prima cosa che hai pensato sarebbe successa iniziando un percorso, un progetto, una nuova avventura? Come hai visualizzato che sarebbe andata a finire?

Attenzione! Cancella subito quella prima sentenza se non vuoi che diventi la pietra angolare del tuo dubbio o il macigno che che schiaccerà le tue certezze; il basamento su cui ergi il monumento alla tua impressione. La tua profezia si avvererà.

Solo stando nell’indefinito si può capire cosa serve e bisogna definire. Non lo dico io, non lo affermo in base a una mia idea… la negazione e i meccanismi di proiezione auto-riferiti sono le nostre difese più utilizzate.

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Fatti & Parole, solo e sicuro.

I fatti non sono più importanti delle parole che li descrivono. Brutte parole generano brutti fatti, qualsiasi sia il risultato…il percorso è perduto. Il fine non giustifica i mezzi. Finché il nostro linguaggio mentale sarà di paura, sfiducia e conflitto, i fatti corrisponderanno a ciò che li ha generati: il pensiero. Attitudine Inversa

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Solitario Sonetto Invernale

Dentro il pacchetto vogliamo perfetto quel che troviamo, l’amiamo e l’odiamo. Di proiezioni e buone intenzioni son piene le fosse di presunti campioni. Ciò che ha bisogno di cura, di un sogno, viene travolto dal vacuo contorno. Non si riesce, niente da fare; imperfetto è quel mare in cui tra le onde affoghiamo illudendoci su noi stessi… e su ciò che siamo. Attitudine Inversa.

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Percussioni a Corte

Presso il centro CORTE SVAGA (A.S.D. e A.P.S.) avrò il piacere di proporre un corso, o per meglio dire un percorso… per conoscere il mondo delle percussioni, per divertirsi e stare insieme. E abbiamo anche il tamburo da prestare per chi non lo ha.

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Cupido è un musicista

Come potete vedere… uno dei Cupidi è caduto infortunandosi a un’ala (come dimostra il cerottino post trauma sull’ala destra). Non tutto il male viene per nuocere! E forse la scelta di dedicarsi a una carriera musicale è anche meglio che andare in giro a spezzare i cuori dei poveri single, così sereni e tranquilli nella loro vita senza troppi problemi…  😉

 

ph. Marco Baldini (Seenergy)