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F.C.D. Farmer Conceptual Design

Questa è una mordicchia da vacca, una morsa portatile per “stringere” e costringere animali al movimento. Retaggio di una realtà per noi difficile da capire, molto.

Immaginate di fare un salto all’indietro nel 1700, nel 1800 o inizio del ‘900 (per non dire prima!)… immaginate di essere al mercato del bestiame e di voler comprare una mucca, un vitello o addirittura un toro.

Fase ansiogena di contrattazione del prezzo, stretta di mano e… affare fatto!

Bene, avete la mucca. Purtroppo non ha ancora l’anello al naso… ovviamente siete dei poveri contadini che vivono in mezzo alla palude o nei campi scoscesi sui saliscendi di un colle, avete investito tutti i vostri miseri risparmi di una vita per prendervi questa benedetta vacca e, finalmente, un barlume di speranza per far sopravvivere vostra moglie e i vostri figli luccica davanti ai vostri occhi. Naturalmente siete arrivati a piedi al mercato, partendo all’alba e facendo diversi chilometri lungo sentieri sterrati e poco noti e, ora, senza più altri risparmi da parte… come lo portate a casa il vostro prezioso tesoro???

A spinta?

In spalla?

Chiedendole per favore di interessarsi a questa transazione che porta l’animale stesso sotto il controllo di un nuovo “responsabile”?

Con l’ipnosi regressiva? Trasformandosi improvvisamente in uno sciamano dotato di poteri occulti?

Ecco… se si voleva davvero essere sicuri di poter portarsi a casa quell’animale, senza perderlo per strada, senza metterci una settimana dormendo all’addiaccio con lui e indirizzandolo a casa a forza di calci in culo… ecco!

Questo era lo strumento giusto per il contadino di gusto: il mordicchio da vacca. Minima spesa e massima resa, in affitto anche per pochi talleri o bagattini.

Io me la sono immaginata dopo una giornata di duro lavoro: una mordicchia che, dopo essersi infilata nelle narici umidicce di una mucca per guidarla dove serviva, si prende il suo tempo e si riposa, fiera del lavoro svolto.

Si sdraia su un prato assolato e si rilassa, aspettando di essere infilata nel prossimo naso.

n.d.r. qua sotto le foto originali dell’oggetto in questione e, ovviamente, l’autore si astiene profondamente dal voler esprimere una sua posizione su quanto possa essere coercitivo forzare, comunque attraverso il dolore, un altro essere vivente. Anzi…vi dico cosa ne penso: dovremmo essere capaci di parlarci, con le mucche, e andarci mano nella coda, a casa! Forse non c’è mai stato tempo, voglia, interesse nel farlo; ai posteri l’ardua sentenza. Magari le A.I. comunicheranno direttamente con gli animali. MAGARI!

Aku_invisibilecomeunraggiodiluce

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Ce l’hanno fatta! Europa s.p.a.

Ce l’hanno fatta, ci sono riusciti!!!

Europa s.p.a. (s.ocietà p.er a.rmi)

Sono riusciti a trasformarla definitivamente nella multinazionale che volevano. Un vero “affare”, no?

E’ finita la pacchia, anche qua torniamo alla legge del più “forte”??? (o tonto?).

Contando il mare di nuove tecnologie e l’I.A. e i Robot e le S.U. (Stronzate Ultrasoniche, quelle non mancano mai)…maaaaa… secondo voi non serviva una bella scusa per poter spendere un sacco di nostri soldi in produzione di cose che non verranno veramente usate (sono un deterrente, giusto?) e di cui nessuno avrà mai beneficio?

Oplà, il gioco è fatto. Magia (nera).

Aku_invisibilecomeunraggiodiluce

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Ti muovi?

Sto facendo i primi passi lungo una stradina stretta e sterrata. Mi conduce all’ingresso di un bosco che non ho ancora esplorato. Per camminare su questo nuovo e nebuloso sentiero prendo con me quello che ho, quello che so fare e quello che sono… non ho tanto altro. Avrei sempre voluto qualcuno al mio fianco, qualcuno che fosse contento di me e di credere nelle mie capacità, tanto quanto io ero felice di focalizzarmi (anche) sulle sue, di incoraggiare e coltivare la sua serenità. Questa volta però ho capito che, prima di muovere i miei passi verso l’entrata di questo fitto boschetto, in cui la luce penetra a sprazzi, è meglio se non guardo al mio fianco; non ci troverei nessuno. Passeranno altri viandanti, altre figure con cui forse condividere un pasto, una parte del viaggio (dove tutto è ancora da scoprire, nel bene e, soprattutto, nel male) e un fuoco all’addiaccio sotto la pioggia che filtra tra i rami. A parte questi brevi momenti… questo è e sarà il mio bosco, nessuno verrà a proteggermi. Non ci credo più, ho imparato a non credere a tutto. Cosa mi accadrà è relativamente importante per me, gli obbiettivi sono utili solo se vissuti in un percorso sereno. Il viaggio è importante tanto quanto la meta… se arrivi imbruttito da mille inutili scontri, non troverai altro che nuove battaglie ad attenderti. Mi porto alcuni talismani con me, oggetti su cui ho riposto e proiettato parte della mia energia. Tra poco scomparirò, tra gli arbusti e le ombre del mondo racchiuso tra il fruscio dei rami soffiati dal vento. La Vita è fatta di simboli e proiezioni, finché non apriamo gli occhi e guardiamo davvero.

Porto con me: anello della triade (quello sulla boccetta per fare le pozioni magiche), bracciale della dualità (assemblato e saldato da me), cavigliera con pugnale che sconfigge l’ignoranza (ovviamente la mia e sempre montato da me), anello della realtà (quello dietro la boccetta) e anello dell’acqua dolce (quella che sta nel cielo, nei fiumi e dentro il nostro corpo). I due libri per quando, prima di addormentarmi, camminerò con la mente, mentre il corpo si sente stanco. Tre o quattro articoli su questo diario virtuale mentre preparo il mio zaino e poi mi incammino.